So nutrire nostalgia, di questo sono certa.
Tempo di bilanci, da fare soli, guardandosi in faccia davvero, perchè rischiamo di continuare a non vedere i nostri errori altrimenti.
365 giorni... visto così sembra più corto, un anno. 365 occasioni diverse per cambiare quello che non va e apprezzare quello che abbiamo.
Quest'anno si è portato via, di minuto in minuto, tutto quello che ho lasciato scivolare senza apprezzarlo e ora non tornerà più, non uguale certamente, sostituendo istanti preziosi con dolore, bagnando di lacrime gli occhi spesso, qualche volta di gioia.
Ho conosciuto le migliori persone che potessi incontrare in questo momento, tutte lo sono state, chi per essere vicino e dimostrarmi cose che non sapevo/so capire, chi per andarsene e insegnarmi comunque qualcosa.
Ho fatto un passo avanti, so cosa non voglio nella mia vita, cosa non voglio diventare, cosa non voglio fare perchè l'ho visto a lungo e sono riuscita ad interpretare quell'immagine.
Ho ferite, tantissime, che si sono aggiunte, ho immagini di sorrisi che non scorderò, non ho quello che avrei voluto, ma ci sarà tempo.
Ho imparato un po' d'amore quest'anno.
Chissà, forse ti aspetti che cambi idea su di te, magari per continuare a guardarmi dall'alto in basso, forse per poi dire di avermi fatto crescere. Oppure non ti interessa, è una sorta di obbligo e basta.
Sinceramente? Non interessa a me.
Ricordo ogni espressione di disprezzo, ogni parola, ogni sott'inteso, ogni piccola cosa che mi hai detto/fatto, persino quella specie di lettera che continua ancora a provocarmi fitte di dolore, hai colpit proprio dove volevi e sapevi che mi avresti ferito. Lo so, sono io, non ho punti deboli troppo nascosti, ma non si può sempre pensare di doversi difendere da tutti, specialmente da chi dovrebbe essere un aiuto in più.
Mi disgusta la gentilezza che ti offro, le circostanze e i loro comportamenti dovuti, so che lo senti, voglio che tu lo senta questo distacco incolmabile dove è subentrata la maschera della cortesia.
Non so chi tu sia, ho smesso di chiedermelo, quando mi hai detto che sono senza cuore ti ho voluto credere; nè so cosa tu voglia, ma odio sinceramente il tuo avere soluzioni ad ogni cosa, sicura della tua posizione che non considera altri punti di vista, il tuo giudicare chi sono io, il tuo volermi cambiare, il tuo essere al di sopra di tutto e vittima di ogni cosa. Forse non è odio, ogni tanto ho pensato sinceramente che si potesse andare d'accordo, ormai molto tempo fa... Ma tu hai sempre messo prima di me l'idea che tu ne avevi , hai messo prima le persone che avevo attorno ed attraverso questo hai filtrato il mio essere.
Sai cosa c'è? Che hai ragione, non voglio te accanto, nè lui che avrebbe dovuto esserci, né quella che tu odii tanto, né nessun altro che possa ricordarmi anche lontanamente l'ipocrisia che ho letto sulle vostre facce fino ad oggi.
Basterebbe fingere che non fosse Natale per non sentire quella specie di rumore lontano che cerco di ignorare, immaginare che domani sia sabato, un bel sabato chiaro d'inverno.
Ho la mente disseminata di specchi e fotografie, appunti lasciati in giro su foglietti fosforescenti, polvere, vecchia di un anno quasi, sulle immagini ed i vetri.
Ma tra tutto il caos che c'è, chiara e vivida c'è l'Assenza.
Basterebbe fingere che non fosse Natale per non dover avere desideri che vorrebbero essere esauditi e rimarrano soffi gelidi, immaginare di non dover desiderare nulla.
Guardo attorno, vedo una corrente da cui non so uscire, luci fintamente allegre, carta colorata e uomini vestiti di rosso a regalare esattamente ciò che vogliamo.
Basterebbe fingere che non fosse Natale, non sentire l'ipocrisia salire con un profumo come di plastica, prendere questo giorno come un'occasione per dimostrare affetto, e chiedersi poi perchè abbiamo bisogno di una ricorrenza per amare.
|
Parlo, ed è come soffiassi aria fredda sul viso delle persone. Mi accorgo di non comunicare, non riuscire a farmi capire, sentire, ascoltare... Ed io invece sto gridando, continuo ad urlare in faccia alle persone, come in un incubo in cui chiedi aiuto e senti la gola serrarsi... Qualcuno dalla mia voce intuisce spine, ne avverte la consistenza, qualcuno non ricorda la mia voce. |